Educazione alimentare dei bambini per prevenire l’obesità

Una corretta educazione alimentare e il giusto stile di vita previene il rischio di obesità: meglio iniziare da bambini 

I bambini e i ragazzini infatti vanno incoraggiati a fare attività fisica in modo regolare. E’ la conclusione di uno studio recente pubblicato sul Journal of Pediatricsche ha preso in esame circa 420 bambini (maschi e femmine) dagli 8 ai 15 anni. Dall’analisi dei dati è emerso che i bambini che facevano più attività fisica avevano una percentuale di massa grassa inferiore. Secondo i ricercatori i genitori dovrebbero cercare di non lasciare per troppo tempo i bambini davanti al televisore ma dovrebbero anche spingerli a fare attività fisica soprattutto da piccoli.

Diabete, gestirlo a casa

Poche pagine corredate di schemi facili da usare e immagini immediatamente comprensibili caratterizzano l’opuscolo realizzato da Associazione Diabete Italia per la gestione a casa della persona affetta da diabete.

Lo scopo delle istruzioni contenute nell’opuscolo è quello di facilitare chi si prende cura della persona malata nella gestione delle risorse e dell’organizzazione dell’ambiente, elementi importanti da considerare per garantirle la migliore qualità di vita possibile. 

Diabete e attività fisica

L’attività fisica aiuta a tenere sotto controllo il diabete, prevenire le complicanze e sentirsi bene.

Praticare dello sport, anche solo un’attività fisica moderata, secondo gli esperti è molto utile. Le ragioni sono numerose; eccone alcune:

  • mantenere il peso corretto e una buona forma fisica;
  • tonificare la muscolatura;
  • mantenere entro i valori normali pressione arteriosa e frequenza cardiaca;
  • mantenere i valori della glicemia entro i limiti indicati dallo specialista;
  • aumentare il senso di benessere.

Curare l’ipocondria

Uno studio inglese ha preso in esame 440 persone che hanno un’ansia immotivata per il proprio stato di salute e ha valutato che effetti possa avere per loro una terapia psicologica.

Uno studio inglese ha preso in esame 440 ipocondriaci, persone che hanno un’ansia immotivata per il proprio stato di salute, e ha valutato che effetti possa avere per loro una terapia psicologica di tipo cognitivo comportamentale.

Botulismo: ancora se ne muore

Di botulismo ancora si muore. Ecco quali accortezze seguire 

Poco meno di un mese fa l’ultimo decesso dovuto al botulismo si è registrato a Fiumicino. Il botulismo è una situazione di intossicazione grave dell’organismo, causata da una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum, normalmente rintracciabile nel suolo, in grado di vivere in assenza di ossigeno e capace di produrre spore che possono resistere all’ambiente esterno indipendentemente dalle condizioni climatiche e anche per lunghi periodi. Vivendo nel terreno, i prodotti vegetali possono entrare in contatto con questo batterio e, se non opportunamente lavati e trattati, possono portare con sé le sue spore nel barattolo.

Bambini: lo sport è importante

Il movimento nei bambini è importante, via libera a passeggiate, corse all’aria aperta, giochi

Quando si comincia la scuola, dai 6 anni in poi i bambini trascorrono molte ore dietro il banco, a casa poi passano altro tempo seduti per fare i compiti e, finiti quelli a guardare la tv, o al computer: questo tempo in parte necessario, nasconde un grosso rischio, quello della sedentarietà.

Bambini italiani: nuove abitudini alimentari

La dieta mediterranea sembra non caratterizzare più le abitudini alimentari di molti bambini italiani.

Sebbene l’Italia sia la patria della dieta mediterranea e sebbene si parli molto degli effetti benefici della dieta mediterranea sulla salute: le abitudini alimentari di molti bambini italiani si discostano da quelle tradizionali.Uno studio recente ha infatti analizzato le abitudini alimentari di oltre 16.220 bambini tra i due e i nove anni di età e le loro caratteristiche (peso, altezza, circonferenza addominale).

Arrivano gli ospedali di comunità, gestiti dagli infermieri

E’ stato formalizzato un Regolamento che definisce i nuovi standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, già previsto dalla spending review del 2012.  

Tra le novità importanti si registra una diminuzione di 3.000 letti in base ai nuovi standard del 3 per mille per gli acuti e dello 0,7 per mille per la lungodegenza e riabilitazione. Anche le case di cura privaterientrano in questa revisione: infatti dal 1 gennaio 2017 non potranno più essere accreditate quelle con meno di 60 letti per acuti, tranne per le monospecialistiche, che rientrano invece nella definizione della Regione di appartenenza.

Anziani, qualche trucco per seguire meglio la terapia

Assumere i medicinali giusti, all’ora giusta, per il tempo indicato, in altri termini prenderli correttamente rispettando le indicazioni del medico è fondamentale per ottenere il beneficio atteso.

Molto spesso le persone anziane devono assumere più farmaci e più volte durante la giornata e il rischio di dimenticarne qualcuna è concreto. Secondo gli esperti però pochi semplici accorgimenti possono ridurre significativamente questo rischio.

Eccone un paio: evitare per quanto possibile di cambiare forma e colore del medicinale. Se cambia la forma, secondo i dati di uno studio presentato a un congresso del National Institutes of Health (Nih), il rischio di interrompere la terapia è pari al 66% mentre se a cambiare il colore questo rischio è intorno al 34%.

Ancora, secondo un’altro studio, è efficace l’uso di un calendario “universale” che divide la giornata in quattro settori: gli studiosi hanno sostituito l’orario di assunzione del medicinale con mattinapomeriggioseraora di andare a letto. Questo permette di evitare dimenticanze, di saltare completamente l’assunzione dei medicinali, di evitare i sovradosaggi, di raggruppare i farmaci da prendere nello stesso arco temporale. Secondo gli autori dello studio, l’80% delle persone anziane fatica a capire che può prendere due farmaci insieme se uno va assunto ogni 12 ore e l’altro due volte al giorno e anche quando due medicinali hanno lo stesso orario di assunzione, un terzo dei pazienti non li prende insieme.

La somministrazione di insulina

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas, necessario per il metabolismo di grassi, carboidrati e zuccheri. Chi soffre di diabete mellito non è in grado di produrre quantità sufficienti di insulina (come accade nel diabete di tipo 1, più frequente nel giovane), oppure le sue cellule non sono in grado di utilizzare l’ormone prodotto (come accade soprattutto nel diabete di tipo 2, più frequente nell’adulto e dell’anziano).
In molti casi di diabete è necessario somministrare l’insulina tramite iniezioni sottocutanee. Questa Guida vuole dare indicazioni su come gestire la somministrazione di insulina nella vita quotidiana e in particolare, vuole rispondere ai seguenti quesiti:

1. In quali casi di diabete occorre somministrare l’insulina?
2. Quali tipi di insulina sono disponibili?
3. Come va effettuata l’iniezione di insulina?
4. Come va conservata l’insulina?
5. Quali sono gli effetti negativi associati alla somministrazione di insulina?

Prevenire il melanoma e altri tumori

Il Ministero della Salute ha aperto un nuovo portale d’informazione per la prevenzione dei tumori della pelle

La mia pelle, questo è il nome del portale, è nato per far conoscere ai cittadini i modi più corretti per proteggersi dal melanoma e dagli altri tumori della pelle.Ma che cosa è il melanoma?Il melanoma della pelle è un tumore maligno che prende origine dalle cellule che producono la melanina.

Trasfusioni di sangue

In Italia la pratica della trasfusioni è ormai sicura: per ridurre i rischi il Decreto ministeriale del 2005 disciplina le attività trasfusionali, definendo una procedura che ricomprende tutte le fasi che vanno dalla donazione all’inoculazione del sangue intero o degli emocomponenti.
Nonostante sia una procedura sicura, la trasfusione di sangue rimane una pratica percepita spesso come rischiosa. Questa Guida vuole aiutare a comprendere che cosa ci si deve aspettare prima e dopo la trasfusione e quali sono i rischi.
In particolare questa Guida risponde ai seguenti quesiti:

1. Che cos’è una trasfusione di sangue?
2. Quali sono i componenti del sangue?
3. Chi ha bisogno di una trasfusione di sangue?
4. Che cosa viene fatto prima di procedere alla trasfusione?
5. Quali sono i rischi della trasfusione?
6. Come si deve fare per donare il sangue?

FootFix per l’Alluce Valgo: Come Funziona, Prezzo, Recensione e Opinioni

Il problema dell’alluce valgo è piuttosto diffuso, e molto spesso arriva a sviluppare un livello d’infiammazione tale da non consentire più lo svolgimento di quelle attività che potremmo definire comuni e normali. Tuttavia, la maggior parte delle persone desidera provare metodi alternativi all’operazione chirurgica, che non è sicuramente una passeggiata. Per questo motivo è stato inventato FootFix, un tutore comodo e pratico che ti consente di ridurre l’infiammazione locale e di tornare alla qualità di vita precedente.

Varikostan Crema Gel per le Vene Varicose: Prezzo, Come si Acquista, Recensioni e Opinioni

Varikostan è una crema composta solamente da ingredienti naturali, la cui formulazione è stata sviluppata dietro ad uno studio approfondito da parte di un team di ricercatori esperti. I suoi principi attivi ti consentono di combattere il problema delle vene varicose alla radice, dando risultati visibili già dopo le prime applicazioni. Lo sviluppo delle vene varicose infatti, inizia dai tessuti interni, ed è per questo che è essenziale trattarle con un prodotto che agisce in profondità.

Varikostan: ingredienti e composizione

Gli ingredienti che sono stati selezionati con il fine di portare sul mercato un prodotto innovativo ed efficace sono essenzialmente sette, ognuno dei quali svolge un’azione specifica per contrastare le vene varicose. Vediamoli insieme:

Bagnetto del neonato: come fare

l bagnetto del neonato può aiutare a creare il legame madre-figlio

La prima volta che si fa il bagnetto al proprio bambino neonato si può rischiare davvero di sudare sette camice, per il timore, il disagio, il senso di inadeguatezza. Ma vedrete che con un po’ di pratica diventerà un’operazione semplice, quotidiana appunto, insomma un’esperienza piacevole per voi e il vostro bambino.

Quando si può iniziare a fare il bagnetto al neonato?
Fino a quando il moncone ombelicale non è caduto e non si è completamente cicatrizzato, non è opportuno procedere ad un bagnetto del neonato per immersione. In questo periodo, che può durare anche tre settimane, la pulizia completa del corpo del neonato si può effettuare utilizzando una spugnetta umida.

Bambini e sanguinamento dal naso: cosa fare quando succede

La perdita di sangue dal naso (epistassi) nei bimbi è un’evenienza relativamente frequente.

Secondo gli specialisti, infatti, il più delle volte, gli episodi di epistassi sono isolati e si risolvono rapidamente e in modo spontaneo.
In alcuni casi, invece, possono ripetersi con una certa frequenza e essere un limite al normale svolgimento delle attività quotidiane da parte del bambino. 

Tra le cause, a parere degli esperti, vi sono:

I farmaci antinfiammatori non steroidei

I farmaci antinfiammatori non steroidei, chiamati comunemente con l’acronimo FANS, sono tra i farmaci più usati nel mondo per il trattamento del dolore da lieve a moderato, dell’infiammazione e per l’effetto antiaggregante (impedisce alle piastrine di aggregarsi, questo vale solo per l’acido acetilsalicilico).

Va segnalato però che il loro uso, specie se prolungato e ad alto dosaggio, può causare effetti negativi anche gravi. Secondo dati epidemiologici in Inghilterra l’uso di FANS provoca ogni anno circa 2.400 casi di ulcera peptica (dello stomaco o del duodeno).

Questa Guida vuole aiutare i cittadini a conoscere le caratteristiche dei farmaci antinfiammatori non steroidei così da promuoverne un uso più consapevole. In particolare si vuole rispondere ai seguenti quesiti:

1. Che cosa sono i FANS?
2. Come agiscono?
3. Quali sono i possibili effetti negativi associati all’uso dei FANS?
4. In quali casi l’uso dei FANS va evitato?
5. Come si possono prevenire i rischi?

Moncone ombelicale: come pulirlo

Ai neo-genitori le raccomandazioni degli esperti per gestire al meglio la sua caduta naturale

Il cordone ombelicale, reciso alla nascita, lascia un moncone (ombelicale appunto) che cade in genere entro due settimane dal parto, lasciando una protuberanza, destinata poi ad appiattirsi del tutto, che darà luogo all’ombelico dell’adulto. Fino a quando il moncone ombelicale non si seccherà completamente, per poi cadere in modo spontaneo, va curata la sua pulizia quotidiana.Prima delle buone regole per gestirlo, facciamo un passo indietro e ricordiamo che il ruolo del cordone durante la gravidanza è essenziale: infatti è attraverso questo condotto che al bambino arriva nutrimento e ossigeno.

Latte materno: come conservarlo

Conservare il latte materno è semplice e comodo: basta seguire alcune regole rispetto ai contenitori da utilizzare, oltre a come e dove conservarlo. Finché sarete in ospedale vi aiuterà il personale sanitario, ma a casa dovrete essere autonomi a gestire la conservazione. Ecco come organizzarsi, precisandovi che nel caso di neonati pretermine dovrete parlare prima col vs pediatra o con la vostra ostetrica perché vengono richieste delle precauzioni aggiuntive. 

Ricordatevi dell’igiene delle maniLavatevi sempre le mani con acqua e sapone prima di spremervi il latte, o usare il tiralatte, o i contenitori per la conservazione. Il latte materno, nonostante contenga gli anticorpi materni per proteggere il vostro bambino, se manipolato in modo non corretto può essere fonte di infezione. Lavarsi le mani è semplice e veloce, ma anche essenziale.Che  contenitore va usato per conservare il latte materno?Potete conservate il latte spremuto in un contenitore pulito di vetro o di plastica dura con il tappo. Scegliete anche contenitori per alimenti, di piccole dimensioni, se li avete  già in casa, a patto che li abbiate lavati accuratamente con acqua calda e sapone o tramite lavapiatti.

Prepararsi a un intervento chirurgico: doccia e tricotomia

Quando si deve affrontare un intervento chirurgico è richiesta una preparazione accurata per prevenire infezioni e altre complicanze. Ecco le istruzioni per rendere efficace la doccia preoperatoria e la tricotomia.

Per molti interventi chirurgici è prevista una preparazione specifica preoperatoria. L’infermiere del servizio chirurgico darà istruzioni su come effettuarla per garantirne l’efficacia.

Somministrazione dei farmaci per via inalatoria

Consente di far arrivare il farmaco voluto direttamente nelle vie aeree. Possono essere somministrati farmaci che allargano i bronchi (broncodilatatori), farmaci cortisonici, farmaci antiallergici e antibiotici.
Con questa Guida si vogliono fornire le indicazioni e i suggerimenti per la corretta somministrazione dei farmaci per via inalatoria. In particolare si cerca di rispondere ai seguenti quesiti:

1. Perché nelle malattie respiratorie si usano i farmaci per via inalatoria?
2. Come funzionano gli aerosol dosati?
3. Che cosa sono gli spaziatori?
4. Come funzionano gli erogatori di polveri?
5. Come funzionano i nebulizzatori?

Preparazione pre operatoria del paziente

Per fase pre operatoria si intende quel periodo che va dal momento in cui si stabilisce che è necessario procedere con un intervento chirurgico e il momento dell’intervento stesso. Gli studi hanno dimostrato che se la persona è ben informata sull’intervento chirurgico a cui si deve sottoporre e sulle procedure da seguire in fase pre operatoria si riduce l’ansia e anche il rischio di complicanze, in particolare di infezione della ferita chirurgica.
Con questa Guida si vogliono dare quindi indicazioni su come affrontare un intervento chirurgico e in particolare:

1. Come ci si può preparare all’intervento nei mesi che lo precedono?
2. Quali sono le norme igieniche da seguire prima di un intervento chirurgico?
3. Quale è la dieta da seguire il giorno prima dell’intervento?
4. Quali farmaci si devono sospendere prima dell’intervento?
5. Come ci si deve presentare la mattina dell’intervento?

Pidocchi (pediculosi del capo)

La pediculosi del capo è un’infestazione, tipica nei bambini, causata da un parassita (Pediculus humanus capitis) che risiede a stretto contatto con il cuoio capelluto. Le infestazioni da pidocchi sono molto frequenti e costituiscono un problema sanitario per via della rapidità di diffusione. Seppure sia dimostrato che “avere i pidocchi” non è un segno di scarsa igiene, né è una causa di malattie gravi, sulla pediculosi permangono ancora oggi numerose false credenze che portano a utilizzare trattamenti “tradizionali” non efficaci e a far sentire a disagio chi ne è affetto.
Questa Guida vuole dare consigli ai genitori e ai familiari su come comportarsi per eradicare il parassita, cercando di mettere chiarezza su quali siano i trattamenti e i metodi di prevenzione efficaci. In particolare si risponderà a queste domande:

1. Che cosa sono i pidocchi?
2. Quali sono i segni e i sintomi dell’infestazione da pidocchi?
3. Quali sono i trattamenti?
4. Come si può prevenire l’infestazione?

Nausea e vomito da chemioterapia

La nausea e il vomito sono tra gli effetti collaterali più temuti dai soggetti che devono sottoporsi a una chemioterapia per un tumore perché hanno un grande impatto sulla qualità di vita. La nausea e il vomito possono anche influenzare l’andamento della terapia perché se non sono controllati in modo adeguato possono spingere il soggetto a interrompere la terapia e a non fare i cicli successivi che invece sono fondamentali. Inoltre nausea e vomito possono causare anoressia e disidratazione con un conseguente calo delle riserve nutritive e dei sali minerali. Da qui l’importanza della prevenzione e di un trattamento antiemetico adeguato. Con questa guida si vuole aiutare i soggetti in terapia a conoscere le strategie per prevenire i sintomi anticipatori di nausea e vomito e avere le principali indicazioni sulle terapie possibili per ridurre nausea e vomito.
Si ricorda tuttavia che in caso di nausea e vomito è sempre necessario contattare il medico e spiegare come si manifestano i sintomi.
In particolare questa Guida vuole rispondere ai seguenti quesiti:

1. Quando possono comparire nausea e vomito da chemioterapia?
2. Quali fattori possono favorire la comparsa di nausea e vomito da chemioterapia?
3. Ci sono farmaci utili per il controllo di nausea e vomito da chemioterapia?
4. Quali cibi conviene assumere per prevenire la nausea e il vomito da chemioterapia?

Gestione dell’ictus

L’ictus è una condizione grave che richiede il trasporto immediato in ospedale se infatti l’intervento dei sanitari non è repentino le conseguenze possono essere gravi: basti pensare che in Italia l’ictus è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e i tumori e ogni anno ci sono circa 200.000 nuovi casi. E’ molto importante quindi che la persona e i familiari sappiano riconoscere i primi sintomi così da non esitare a chiamare i soccorsi. Con questa guida si vuole aiutare il cittadino a prendere consapevolezza dell’importanza dell’ictus e della sua conoscenza e in particolare si risponderà ai seguenti quesiti:

1. Che cos’è un ictus?
2. Quali sono i primi segni di ictus?
3. Quali sono i fattori di rischio?
4. In che cosa consiste la riabilitazione?
5. Come si può prevenire l’ictus?

Il dolore cronico oncologico

Nel mondo ogni anno17 milioni di persone sono colpite da un tumore e i decessi si quantificano in circa 7 milioni. Non sono fino ad  oggi disponibili indagini esaurienti a livello paneuropeo in grado di definire la portata del problema del dolore di chi ha un tumore. Un certo numero di ricerche più limitate è tuttavia sufficiente per dimostrare, oltre ogni dubbio, che in Europa il dolore è uno dei principali problemi sanitari.
Secondo uno studio del 1997 condotto in Inghilterra e Galles il 50% dei soggetti con tumore (in qualunque stadio) ha dolore e tale percentuale arriva al 75% quando la malattia è in fase avanzata (Higginson 1997).
L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda un approccio multidisciplinare che miri a migliorare sia il sintomo dolore, sia l’aspetto psicologico del malato e dei familiari. Per la buona riuscita della terapia del dolore occorre una costante collaborazione tra gli operatori sanitari, il malato e i familiari.
Con questa guida si vuole aiutare il malato e chi lo assiste a conoscere i principi base della terapia in modo da consentire una migliore collaborazione con il personale sanitario.
In particolare si vuole rispondere ai seguenti quesiti:

1. Come si definisce il dolore?
2. Si può valutare il dolore?
3. A chi occorre rivolgersi per il trattamento del dolore cronico oncologico?
4. Quali sono gli obiettivi della terapia?
5. Quali sono i farmaci utilizzati?
6. Quali sono gli effetti negativi della terapia?

Il dolore post operatorio

Tenere sotto controllo il dolore favorisce anche la guarigione della ferita e riduce il rischio di complicazioni. Con questa Guida si vogliono fornire gli strumenti per aiutare a valutare il dolore e spiegare quali possono essere gli interventi, farmacologici e non, per ridurlo. In particolare si cerca di rispondere alle seguenti domande:

1. Come ci si può preparare all’intervento per avere meno dolore dopo?
2. Come si valuta il dolore post operatorio?
3. Quali sono gli interventi farmacologici per ridurre il dolore post operatorio?
4. Quali sono gli interventi non farmacologici?

Ingestione di sostanze caustiche

L’ingestione accidentale (cioè involontaria) da sostanze caustiche è una situazione clinica grave che spesso riguarda i bambini, soprattutto quelli di età compresa tra uno e cinque anni, i quali ignorano i pericoli e spinti dalla curiosità possono essere indotti a ingerire qualunque tipo di liquido, specie se in qualche modo attraente.
L’ingestione di detergenti e disinfettanti, prodotti domestici presenti in ogni casa, può avere conseguenze gravi per la salute perché questi liquidi contengono agenti caustici (cioè sostanze che possono corrodere, bruciare, i tessuti del corpo umano). Con questa Guida si vogliono fornire le indicazioni principali sulla prevenzione e gestione di una ingestione di sostanza caustica. In particolare si vuole rispondere ai seguenti quesiti:

1. Quali sono le sostanze caustiche?
2. Quali sono le conseguenze di una ingestione di caustici?
3. Che cosa bisogna fare in caso di ingestione?
4. Come si possono prevenire le ingestioni di sostanze caustiche?