La Scabbia

Secondo una revisione del 2007 colpisce ogni anno nel mondo 300 milioni di persone senza distinzioni di sesso ed etnia. Nell’ultimo decennio in Italia si è riscontrato un aumento dei casi probabilmente a causa della crescente diffusione dei viaggi in Paesi ove la malattia è più diffusa. I fattori che ne favoriscono la diffusione sono la scarsa igiene e la vita in comunità, per esempio sono stati osservati casi di scabbia nelle case di riposo, nei dormitori e nelle scuole materne.
Con questa Guida si vuole aiutare a comprendere quali sono i segni e i sintomi della scabbia e a conoscere i principali trattamenti. In particolare si vuole rispondere ai seguenti quesiti:

1. Che cos’è la scabbia?
2. Come si trasmette la scabbia?
3. Come si può trattare la scabbia? 
4. Quali comportamenti bisogna adottare per prevenire un’epidemia di scabbia?
 

Che cos’è la scabbia?

La scabbia è un’infestazione dovuta a un acaro parassita, lo Sarcoptes scabiei var. homini. Il suo ciclo evolutivo si compie interamente nell’uomo: dopo l’accoppiamento il maschio adulto rimane sulla cute mentre la femmina scava una galleria sotto la superficie della cute dove vive in genere 30 giorni, deponendo almeno 50 uova. Le larve attive emergono dopo 3-4 giorni e invadono la cute circostante. In una persona infestata si possono rinvenire 10-12 femmine ma il numero può raggiungere le centinaia e le migliaia in caso di scabbia crostosa.

Il sintomo più comune è il prurito intenso. La cute appare arrossata per la presenza dei cunicoli che agli occhi di una persona non esperta possono essere confusi con un comune irritazione.

E’ VERO CHE L’ACARO DELLA SCABBIA PUÒ VIVERE DIVERSI MESI ANCHE LONTANO DALL’UOMO?FALSO. L’acaro riesce a vivere fino a 1 o 2 mesi se è a contatto con l’essere umano o con un animale a sangue caldo, ma non sopravvive più di 48-72 ore se lontano dall’uomo. Inoltre le larve muoiono se esposte a una temperatura superiore ai 50°C per 10 minuti.E’ VERO CHE ESISTE UNA FORMA DI SCABBIA PIÙ GRAVE CHIAMATA CROSTOSA O SCABBIA NORVEGESE?VERO. La scabbia crostosa, o scabbia norvegese, è una forma più grave che riguarda una minoranza di persone. E’ stata riscontrata per lo più nei pazienti immunodepressi o debilitati. A differenza della scabbia classica si presenta con lesioni crostose sulle mani, i piedi, il cuoio capelluto, le orecchie e le aree sotto le unghie. Questa forma può essere asintomatica e, occasionalmente, può assomigliare ad altre malattie come un eczema o una psoriasi. A livello delle croste si ritrovano numerosi acari che favoriscono la trasmissione nell’ambiente.E’ VERO CHE IL MEDICO PER RICONOSCERE LA SCABBIA DEVE VALUTARE I RISULTATI DI UN ESAME DEL SANGUE?FALSO. Il medico riconosce la scabbia individuando sulla cute il cunicolo che appare come una sottile rilevatezza lineare, di 2-5 mm di lunghezza. I cunicoli si trovano prevalentemente negli spazi tra le dita, sui polsi e sui gomiti, ma possono essere rinvenuti sui piedi, sulle caviglie, sui genitali (nei maschi), sui capezzoli (nelle donne) e sul palmo delle mani. Il sintomo principale è il prurito che in genere si manifesta soprattutto la notte e può essere così intenso da impedire di dormire.
Per confermare la diagnosi il medico potrebbe richiedere l’analisi al microscopio di piccoli frammenti di tessuto cutaneo prelevato in una zona nella quale si sospetta la presenza del parassita.
E’ VERO CHE LA LOCALIZZAZIONE DELLA MALATTIA NEL BAMBINO È DIVERSA DA QUELLA DELL’ADULTO?VERO. Nei bambini l’infestazione spesso si presenta sotto forma di vescicole e interessa aree:
– del volto;
– della testa;
– del collo;
– del cuoio capelluto;
– della pianta dei piedi;
– retroauricolari.
Nell’adulto invece l’infestazione si osserva prevalentemente a livello:
– della parte inferiore dei glutei, nella piega dove si congiungono con la parte superiore delle cosce;
– della regione genitale maschile;
– della areola mammaria femminile;
– dell’ombelico;
– delle ascelle;
– dei fianchi;
– dei gomiti.
 
E’ VERO CHE I SINTOMI SI MANIFESTANO POCHI GIORNI DOPO L’INFESTAZIONE?FALSO. Se una persona non è mai stata infestata dalla scabbia potrebbe manifestare i sintomi parecchie settimane dopo il contagio (da 4 a 6 settimane). Questo si spiega perché la comparsa del prurito è di origine allergica, cioè è legato a una risposta immunitaria non immediata che la persona sviluppa nei confronti dell’acaro.
Chi invece in passato si era già ammalato di scabbia e dopo un periodo di tempo più o meno lungo va incontro a una seconda infestazione può manifestare i sintomi in tempi rapidi (da uno a 4 giorni dopo il contagio) perché in questo caso è già sensibilizzato all’acaro e quindi la risposta allergica è più rapida.
E’ importante in ogni caso sapere che una persona è contagiosa anche nel periodo in cui non manifesta ancora i sintomi.

Come si trasmette la scabbia?

La fonte più comune di trasmissione della scabbia è il contatto diretto e prolungato con un individuo infestato. Occorrono da 15 a 20 minuti di contatto perché si verifichi la trasmissione. La trasmissione all’interno di una famiglia è frequente anche perché i sintomi si possono manifestare diverse settimane dopo il contagio e in questo periodo l’acaro si diffonde.
Le persone contagiate possono trasmettere la malattia anche se sono ancora asintomatiche.
Il contagio indiretto è raro, può avvenire attraverso il passaggio dell’acaro alla biancheria e lenzuola se sono stati contaminati da poco dal malato; in genere la sopravvivenza lontano dalla cute dell’uomo è al massimo di una giornata per l’acaro, e di circa 10 giorni per le uova.

E’ VERO CHE IL CONTAGIO È FREQUENTE TRA GLI INDIVIDUI CHE VIVONO IN COMUNITÀ?VERO. Il contagio è frequente tra le persone che vivono a stretto contatto, per esempio negli istituti di lunga degenza, asili nido, caserme, eccetera. E’ relativamente semplice trasmettere la scabbia al partner sessuale e in generale ai membri della famiglia. La scabbia è diffusa tra i bambini delle scuole materne per la compresenza nei lettini durante il riposino, oppure scambiando abiti o cappelli; il contagio in una classe di scuola elementare è invece meno probabile. Inoltre i bambini sono altamente suscettibili perché la loro pelle ha lo strato corneo più sottile.E’ VERO CHE GLI ACARI SONO CAPACI DI SALTARE DA UN INDIVIDUO A UN ALTRO?FALSO. Gli acari non saltano e non volano ma si muovono sulla cute a una velocità di 2,5 cm al minuto. La principale modalità di trasmissione è il contatto cutaneo diretto da persona a persona.E’ VERO CHE LA SCABBIA È CONSIDERATA UNA MALATTIA A TRASMISSIONE SESSUALE?VERO. La scabbia è considerata una malattia a trasmissione sessuale ma a differenza di altre malattie sessuali (come la gonorrea o la sifilide) che si trasmettono dopo un breve contatto sessuale, la trasmissione della scabbia avviene per contatto prolungato quindi quando i partner trascorrono la notte insieme nello stesso letto.

Come viene trattata la scabbia?

Il trattamento della scabbia si basa sull’applicazione di prodotti che uccidono l’acaro responsabile (acaricidi). L’applicazione per via topica deve essere effettuata con cura ricoprendo tutto il corpo dal collo sino alla punta delle dita dei piedi, comprese le regioni palmari, plantari e la regione inguinale, con l’eccezione del viso e del cuoio capelluto. La terapia di prima scelta è a base di permetrina al 5% in crema da applicare su tutto il corpo e da rimuovere con acqua dopo 8-14 ore. In genere la terapia viene ripetuta a distanza di una settimana.
In alcuni casi può essere raccomandata invece della terapia locale una terapia per bocca. Il principio attivo usato in questi casi è l’ivermectina.

E’ VERO CHE CI SONO FARMACI PER LA SCABBIA CHE POSSONO ESSERE ASSUNTI IN GRAVIDANZA?VERO. La permetrina è l’unico trattamento raccomandato anche in gravidanza e allattamento.E’ VERO CHE PRIMA DEL TRATTAMENTO SULLA CUTE BISOGNA EVITARE IL BAGNO CALDO?VERO. E’ importante evitare il bagno caldo prima di applicare il trattamento sulla cute perché il bagno caldo, favorendo la dilatazione vascolare, favorisce l’assorbimento dell’acaricida e il suo passaggio nel circolo sistemico, rimuovendolo dalla sede di azione cutanea e aumentando il rischio di effetti indesiderati sistemici.E’ VERO CHE SE SI SOSPETTA UNA INFESTAZIONE DA SCABBIA È IMPORTANTE RIVOLGERSI AL MEDICO?VERO. Se si sospetta di avere una infestazione da scabbia si raccomanda di rivolgersi al medico e di non applicare alcun prodotto senza aver consultato il medico. L’uso improprio di alcuni prodotti, specialmente a base di cortisone, potrebbe determinare un miglioramento dei sintomi momentaneo ma non risolutivo e potrebbe rendere più difficile la diagnosi corretta.E’ VERO CHE LA TERAPIA CON UN FARMACO ACARICIDA FA PASSARE IMMEDIATAMENTE IL PRURITO?FALSO. Al termine della cura può persistere il prurito (anche 15 giorni dopo la terapia) perché il trattamento uccide l’acaro ma il suo corpo rimane nella cute e continua a creare uno stimolo allergico. In questi casi il medico prescriverà un farmaco per il controllo del prurito. Per trattare il prurito si può ricorrere a emollienti in maniera intensiva oppure può essere necessario cambiare la terapia acaricida. Si consiglia di non ricorrere a docce troppo frequenti perché l’uso dei detergenti potrebbe seccare la cute peggiorando la sensazione di prurito.

Quali comportamenti bisogna adottare per prevenire un’epidemia?

Per prevenire un’epidemia si raccomanda di evitare il contatto diretto con le persone infestate inoltre è opportuno trattare tutti i familiari, chi abita nello stesso locale e il partner sessuale anche se apparentemente queste persone non manifestano i sintomi della malattia. Inoltre andrebbero trattate le persone a stretto contatto con il nucleo familiare infestato, amici molto stretti, collaboratrici domestiche o compagni di classe dei figli, se frequentano la casa.

E’ VERO CHE È IMPORTANTE LAVARE TUTTI I VESTITI DELLA PERSONA INFESTATA ALMENO A 60 °C?VERO. Il rischio di diffusione tramite indumenti, biancheria da letto e asciugamani è basso, ma può aumentare in caso di scabbia crostosa. Si raccomanda quindi di lavare abiti e biancheria da letto frequentemente e ad alta temperatura (60 °C). I locali, i tappeti e i mobili imbottiti utilizzati da un soggetto affetto da scabbia devono essere puliti e aspirati dopo l’uso e il sacchetto dell’aspirapolvere va immediatamente scartato. I materassi e gli ambienti domestici vanno disinfettati con strumenti a getto di vapore. Gli oggetti che non possono essere lavati ma che sono utilizzati dalla persona infestata devono essere tenuti chiusi in un sacchetto di plastica per un paio di giorni.

Leave a Reply