Nausea e vomito da chemioterapia

La nausea e il vomito sono tra gli effetti collaterali più temuti dai soggetti che devono sottoporsi a una chemioterapia per un tumore perché hanno un grande impatto sulla qualità di vita. La nausea e il vomito possono anche influenzare l’andamento della terapia perché se non sono controllati in modo adeguato possono spingere il soggetto a interrompere la terapia e a non fare i cicli successivi che invece sono fondamentali. Inoltre nausea e vomito possono causare anoressia e disidratazione con un conseguente calo delle riserve nutritive e dei sali minerali. Da qui l’importanza della prevenzione e di un trattamento antiemetico adeguato. Con questa guida si vuole aiutare i soggetti in terapia a conoscere le strategie per prevenire i sintomi anticipatori di nausea e vomito e avere le principali indicazioni sulle terapie possibili per ridurre nausea e vomito.
Si ricorda tuttavia che in caso di nausea e vomito è sempre necessario contattare il medico e spiegare come si manifestano i sintomi.
In particolare questa Guida vuole rispondere ai seguenti quesiti:

1. Quando possono comparire nausea e vomito da chemioterapia?
2. Quali fattori possono favorire la comparsa di nausea e vomito da chemioterapia?
3. Ci sono farmaci utili per il controllo di nausea e vomito da chemioterapia?
4. Quali cibi conviene assumere per prevenire la nausea e il vomito da chemioterapia?

Gestione dell’ictus

L’ictus è una condizione grave che richiede il trasporto immediato in ospedale se infatti l’intervento dei sanitari non è repentino le conseguenze possono essere gravi: basti pensare che in Italia l’ictus è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e i tumori e ogni anno ci sono circa 200.000 nuovi casi. E’ molto importante quindi che la persona e i familiari sappiano riconoscere i primi sintomi così da non esitare a chiamare i soccorsi. Con questa guida si vuole aiutare il cittadino a prendere consapevolezza dell’importanza dell’ictus e della sua conoscenza e in particolare si risponderà ai seguenti quesiti:

1. Che cos’è un ictus?
2. Quali sono i primi segni di ictus?
3. Quali sono i fattori di rischio?
4. In che cosa consiste la riabilitazione?
5. Come si può prevenire l’ictus?

Il dolore cronico oncologico

Nel mondo ogni anno17 milioni di persone sono colpite da un tumore e i decessi si quantificano in circa 7 milioni. Non sono fino ad  oggi disponibili indagini esaurienti a livello paneuropeo in grado di definire la portata del problema del dolore di chi ha un tumore. Un certo numero di ricerche più limitate è tuttavia sufficiente per dimostrare, oltre ogni dubbio, che in Europa il dolore è uno dei principali problemi sanitari.
Secondo uno studio del 1997 condotto in Inghilterra e Galles il 50% dei soggetti con tumore (in qualunque stadio) ha dolore e tale percentuale arriva al 75% quando la malattia è in fase avanzata (Higginson 1997).
L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda un approccio multidisciplinare che miri a migliorare sia il sintomo dolore, sia l’aspetto psicologico del malato e dei familiari. Per la buona riuscita della terapia del dolore occorre una costante collaborazione tra gli operatori sanitari, il malato e i familiari.
Con questa guida si vuole aiutare il malato e chi lo assiste a conoscere i principi base della terapia in modo da consentire una migliore collaborazione con il personale sanitario.
In particolare si vuole rispondere ai seguenti quesiti:

1. Come si definisce il dolore?
2. Si può valutare il dolore?
3. A chi occorre rivolgersi per il trattamento del dolore cronico oncologico?
4. Quali sono gli obiettivi della terapia?
5. Quali sono i farmaci utilizzati?
6. Quali sono gli effetti negativi della terapia?

Il dolore post operatorio

Tenere sotto controllo il dolore favorisce anche la guarigione della ferita e riduce il rischio di complicazioni. Con questa Guida si vogliono fornire gli strumenti per aiutare a valutare il dolore e spiegare quali possono essere gli interventi, farmacologici e non, per ridurlo. In particolare si cerca di rispondere alle seguenti domande:

1. Come ci si può preparare all’intervento per avere meno dolore dopo?
2. Come si valuta il dolore post operatorio?
3. Quali sono gli interventi farmacologici per ridurre il dolore post operatorio?
4. Quali sono gli interventi non farmacologici?

Ingestione di sostanze caustiche

L’ingestione accidentale (cioè involontaria) da sostanze caustiche è una situazione clinica grave che spesso riguarda i bambini, soprattutto quelli di età compresa tra uno e cinque anni, i quali ignorano i pericoli e spinti dalla curiosità possono essere indotti a ingerire qualunque tipo di liquido, specie se in qualche modo attraente.
L’ingestione di detergenti e disinfettanti, prodotti domestici presenti in ogni casa, può avere conseguenze gravi per la salute perché questi liquidi contengono agenti caustici (cioè sostanze che possono corrodere, bruciare, i tessuti del corpo umano). Con questa Guida si vogliono fornire le indicazioni principali sulla prevenzione e gestione di una ingestione di sostanza caustica. In particolare si vuole rispondere ai seguenti quesiti:

1. Quali sono le sostanze caustiche?
2. Quali sono le conseguenze di una ingestione di caustici?
3. Che cosa bisogna fare in caso di ingestione?
4. Come si possono prevenire le ingestioni di sostanze caustiche?

La febbre nel bambino

La febbre è un meccanismo di difesa messo in atto dall’organismo con l’intento di fronteggiare agenti patogeni. La febbre quindi non è una malattia ma è importante saperla gestire. Il trattamento della febbre diventa infatti determinante quando è associata a sintomi che recano disturbo al bambino.
Questa Guida vuole aiutare i genitori a valutare le condizioni del bambino, comprendere quando occorre ricorrere ai farmaci e quando è necessario rivolgersi al medico. In particolare si cercherà di rispondere ai seguenti quesiti:

1. Che cos’è la febbre?
2. Come va misurata la temperatura?
3. Che cosa si deve fare se il bambino ha la febbre?
4. Quali farmaci vanno somministrati per abbassare la febbre?
5. Che cosa bisogna fare se il bambino ha convulsioni febbrili?

L’allattamento

Il latte materno è il miglior nutrimento per tutti i neonati. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda l’allattamento esclusivo per i primi 6 mesi di vita e di proseguire l’allattamento, integrato con alimenti adeguati, appropriati e sicuri, fino ai 2 anni di età ed oltre, come desiderato da mamma e bambino. 
Ecco a vostra disposizione una piccola guida per rispondere ai principali quesiti della madre che vuole allattare. Ogni domanda è un link, cliccandoci avrete le risposte ai vostri dubbi e le conferme o smentite delle vostre certezze.

1. Quali sono le caratteristiche del latte materno?
2. Quali sono i vantaggi dell’allattamento materno?
3. Come posso attaccare adeguatamente il mio bambino al seno?
4. Come faccio a capire se il mio bambino ha mangiato a sufficienza?
5. Quali sono le principali difficoltà dell’allattamento materno e come risolverle?
6. Come posso spremere il latte o raccoglierlo con un tiralatte, come posso conservarlo?
7. Come conciliare allattamento al seno e ritorno al lavoro?
8. Le donne che assumono farmaci possono allattare?

L’ipertensione arteriosa: le modifiche dei comportamenti

Nei paesi industrializzati e quindi anche in Italia l’ipertensione è una questione rilevante di salute pubblica. Molti casi di ipertensione sono legati ad abitudini di vita non corrette (dieta ricca di grassi, fumo, sedentarietà): la correzione di questi comportamenti errati può aiutare a prevenire l’ipertensione e a tenerla sotto controllo se è già comparsa.
Con questa Guida si vogliono fornire informazioni generali sulla pressione arteriosa e sulle modifiche dei comportamenti che è bene adottare.

1. Quando si è ipertesi?
2. Come si misura la pressione arteriosa?
3. Quali sono i comportamenti dietetici corretti per ridurre il rischio di ipertensione?
4. Quali sono i comportamenti non dietetici utili per tenere sotto controllo la pressione arteriosa?

La disidratazione dell’anziano

La disidratazione si ha quando c’è un’introduzione di acqua, tramite liquidi e cibi, inadeguata rispetto ai fabbisogni dell’organismo. Tale condizione può avvenire per una carente introduzione di alimenti e bevande o per una perdita di liquidi aumentata (per esempio in caso di diarrea o vomito o quando si suda perché fa molto caldo). L’anziano a causa di una serie di cambiamenti fisiologici che si verificano con l’avanzare dell’età ha un alto rischio di disidratazione con conseguenze gravi per la salute. Si è visto infatti che negli anziani disidratati aumenta il rischio di morte. Si vogliono qui fornire indicazioni ai cittadini sull’importanza di una buona idratazione e sulla prevenzione della disidratazione. In particolare si cercherà di rispondere ai seguenti quesiti:

1. Perché è importante bere molti liquidi?
2. Quanti liquidi bisogna bere al giorno per stare bene?
3. Perché gli anziani hanno un rischio di disidratazione più alto?
4. Come si previene la disidratazione?
5. Quali accorgimenti è bene adottare durante la stagione calda per ridurre il rischio di disidratazione?
6. Quali segni devono far sospettare una disidratazione?

La gestione del catetere venoso centrale

Il catetere venoso centrale (CVC) è un presidio sanitario grazie al quale è possibile accedere al sistema venoso. E’ utilizzato soprattutto per terapie a lungo termine ed è costituito da un tubicino di lunghezza variabile (circa 20 centimetri) con un diametro di alcuni millimetri che viene inserito in una vena centrale. Il catetere venoso centrale può essere mantenuto in sede per un lungo periodo, il soggetto cateterizzato può quindi ricevere la terapia o le sostanze nutritive direttamente in vena. Una volta che il catetere è stato inserito è possibile dimettere la persona dall’ospedale e proseguire la cura a casa. Occorre però controllare regolarmente il punto di inserimento e seguire le indicazioni fornite dagli operatori sanitari per evitare che insorgano complicanze. A tal fine si forniscono di seguito le principali indicazioni per aiutare i cittadini ad assistere una persona con catetere venoso centrale.

La gestione del catetere vescicale

Il catetere vescicale è un tubicino in lattice o silicone che viene introdotto in vescica attraverso l’uretra per favorire la fuoriuscita dell’urina all’esterno. Il catetere vescicale deve essere inserito solo in presenza di una precisa indicazione clinica e deve essere rimosso appena possibile. 
L’uso del catetere vescicale è associato a un aumento del rischio di infezioni delle vie urinarie. La formazione del personale sanitario e del soggetto sulla gestione corretta del catetere vescicale sono elementi fondamentali per ridurre il rischio di infezioni. 
La prevenzione delle infezioni è l’obiettivo di questa guida che cercherà di dare informazioni ai cittadini sui seguenti quesiti:

1. In quali casi si deve ricorrere al catetere vescicale?
2. Come è fatto il catetere vescicale?
3. Come viene inserito e gestito il catetere vescicale?
4. Quali sono i problemi più frequenti quando si ha un catetere vescicale?

La gestione della stitichezza

La stitichezza è un disturbo molto frequente nei Paesi industrializzati; colpisce il 3-10% dei bambini e tende ad aumentare con l’età fino a raggiungere il 20-40% nei soggetti sopra i 65 anni di età. Inoltre circa il 40% delle donne in gravidanza soffre di stitichezza in particolare nei primi tre mesi.
La maggior parte dei casi di stitichezza non è determinato da una condizione specifica ed è difficile determinarne la causa esatta.
Per la prevenzione e il trattamento spesso è sufficiente seguire una dieta adeguata e modificare alcune abitudini di vita.
Questa guida vuole aiutare i cittadini a gestire la stitichezza riducendo così il rischio di complicanze. In particolare si cerca di rispondere ai seguenti quesiti:

1. Quando si può parlare di stitichezza?
2. Quali sono le cause della stitichezza?
3. Come va trattata la stitichezza?
4. Come si può prevenire la stitichezza?

La gestione delle stomie intestinali

Accettare a convivere con una stomia intestinale, imparare a gestirla e adattarsi alla nuova condizione non è semplice, ma le persone stomizzate devono sapere che se si impara a gestire bene la stomia, rispettando le norme igieniche e seguendo alcune accortezze, è possibile tornare a vivere una vita normale.
Con questa Guida ha come obiettivo far conoscere – a chi deve essere sottoposto a una stomia e a chi ha subito un intervento di stomia intestinale – le principali norme igieniche e le regole pratiche per gestire al meglio la stomia.
In particolare si vuole rispondere ai seguenti quesiti:

1. Che cos’è una stomia?
2. Che cosa bisogna aspettarsi dopo l’intervento?
3. Come vanno effettuati il cambio del presidio e la detersione della stomia?
4. Quale dieta deve seguire un soggetto stomizzato?

La ritenzione acuta di urina

Può essere dovuta a varie condizioni e malattie urogenitali o neurologiche. In genere la ritenzione acuta è dolorosa e richiede l’intervento medico. Con questa Guida si vogliono dare informazioni su come riconoscere e gestire la ritenzione acuta di urina. In particolare si cerca di rispondere ai seguenti quesiti:

1. Quali sono le cause della ritenzione urinaria acuta?
2. Come ci si accorge di avere una ritenzione urinaria acuta?
3. Come ci si deve comportare in caso di ritenzione urinaria acuta?
 

Quali sono le cause della ritenzione urinaria acuta?

Le cause della ritenzione urinaria sono molteplici e possono essere classificate come ostruttive, infettive, infiammatorie, farmacologiche, neurologiche. La causa più frequente nell’uomo è l’ingrossamento della prostata (ipertrofia prostatica benigna) che, circondando a manicotto l’uretra, impedisce il corretto flusso dell’urina: secondo uno studio americano tra il 25 e il 30% degli uomini che hanno subito un intervento chirurgico per ipertrofia prostatica benigna ha avuto un episodio di ritenzione urinaria acuta. Altre cause comuni sono nell’uomo l’infiammazione della prostata (prostatite), la cistite e l’uretrite. Nella donna le cause principali di ritenzione urinaria sono il prolasso vaginale, la cistite, la vulvovaginite e le complicanze di interventi chirurgici (ricostruzione del pavimento pelvico, interventi per l’incontinenza urinaria da stress).

La trombosi venosa profonda

La trombosi venosa profonda è una condizione che ogni anno nella popolazione generale colpisce una persona su mille. Spesso non si manifesta con sintomi evidenti, in alcuni casi è difficile da diagnosticare e può dare luogo a conseguenze gravi come l’embolia polmonare (ostruzione acuta che può essere completa o parziale di uno o più rami dell’arteria che porta sangue ai polmoni) o l’insufficienza venosa cronica. E’ noto che alcune condizioni, come l’immobilità o la gravidanza, aumentano il rischio è importante quindi mettere in atto tutti i mezzi di prevenzione disponibili. Con questa Guida si vogliono fornire le indicazioni sulla prevenzione della trombosi venosa profonda. In particolare si cercherà di rispondere a i seguenti quesiti:

1. Che cos’è la trombosi venosa profonda?
2. Quali sono le principali cause di trombosi venosa profonda?
3. In che cosa consiste la profilassi della trombosi venosa profonda?
4. Quali sono i metodi fisici per la prevenzione della trombosi venosa profonda?
5. Quali sono i metodi farmacologici per la prevenzione della trombosi venosa profonda?

La gestione del bambino con bronchiolite

La bronchiolite è una infezione causata da un virus che determina un restringimento delle vie aeree causando un ispessimento dei bronchi con conseguente difficoltà a respirare. Tra le malattie respiratorie è quella che colpisce più spesso i bambini sotto l’anno di vita: approssimativamente un bambino su tre rischia di avere una bronchiolite nel primo anno di vita. Nella maggior parte dei casi la condizione si risolve spontaneamente, ma nel 2-3% dei casi la situazione è tale da richiedere il ricovero in ospedale dopo essere passati per il Pronto soccorso. Con questa Guida si vuole spiegare ai genitori quali sono i segni e i sintomi della malattia, e quali i segnali che devono indurre a chiamare il medico. In particolare si affronteranno i seguenti quesiti:

La gestione del sonno nell’anziano

In genere le fasi di sonno più profondo diventano più brevi a vantaggio delle fasi di sonno più leggero. Anche a causa di questi cambiamenti, molti anziani lamentano numerosi risvegli durante la notte e un sonno meno riposante rispetto a quando erano giovani.
Con questa Guida si vogliono fornire indicazioni per capire quando è opportuno rivolgersi al medico per valutare la qualità del proprio sonno e quali interventi (soprattutto non farmacologici) è possibile mettere in atto per riposare meglio. In particolare si cercherà di rispondere ai seguenti quesiti:

La prevenzione degli incidenti domestici

Gli incidenti domestici sono rilevanti per la sanità pubblica dei Paesi sviluppati perché causano disabilità, sofferenza e nei casi più gravi possono perfino essere mortali. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità gli incidenti domestici sono la prima causa di morte nei bambini. Le donne sono la categoria più a rischio perché più esposte all’ambiente domestico, ma sembra che nessuna fascia di età ne sia esente.
Con questa guida si vuole fornire ai cittadini una guida utile per comprendere le principali cause e capire come intervenire per la prevenzione dei principali incidenti domestici. In particolare si cercherà di rispondere ai seguenti quesiti:

Le coliche del lattante

Il pianto è un comportamento fisiologico del neonato, basti pensare che in media un bambino di 6-8 settimane piange 2-3 ore al giorno. Se però il pianto diventa incessante indica un disagio e potrebbe essere segno di una colica.
Le coliche gassose sono la principale causa di stress, ansia e preoccupazione dei genitori soprattutto se si tratta del primo figlio. È bene comunque ricordare che, al di là del disturbo che provocano in quel momento, le coliche gassose non costituiscono una patologia, pertanto non interferiscono con il normale accrescimento del bambino e così come sono comparse scompaiono spontaneamente attorno al 3°-5° mese di vita.
Con questa Guida si vuole aiutare i neogenitori a capire il pianto e a gestire le coliche, in particolare si vuole rispondere ai seguenti quesiti:

La frattura dell’anca

La frattura dell’anca si verifica soprattutto nelle persone anziane e in genere riguarda la parte del femore nota come collo femorale (vedi figura1). Sovente sono conseguenza di una caduta a terra.
Gli esiti delle cure sono variabili. Molti soggetti guariscono con una ripresa rapida e ottimale delle proprie funzionalità. Per altri, invece, la frattura significa la perdita della mobilità e, talvolta, dell’autonomia e dell’impossibilità a vivere a casa propria. Nel complesso, la mortalità un anno dopo la frattura è elevata, intorno al 30%, anche se solo un terzo è direttamente attribuibile alla frattura.
Vista l’incidenza, è importante sapere come prevenire le fratture e, in caso di incidente, come comportarsi per aiutare il soggetto fratturato.

Natulips: Opinioni, Recensioni, Prezzo del Rimpolpante Labbra

Uno dei desideri di ogni donna è quello di avere delle labbra belle, carnose e turgide. La bocca infatti, costituisce una parte fondamentale del viso, che cambia completamente in base alla dimensione delle labbra che la costituiscono. Secondo alcuni studi, è stato dimostrato che il 67% delle donne vorrebbe avere delle labbra più voluminose, per arricchire il proprio viso.

Anche per quanto riguarda l’utilizzo di lucidalabbra e rossetti, coloro che hanno delle labbra sottili tendono a non utilizzarli, poiché sostengono di mettere maggiormente in evidenza questa caratteristica, che la maggior parte delle volte viene considerato un vero e proprio inestetismo. A tal proposito, è stato formulato un siero 100% naturale, che ti consente ti rimpolpare le labbra e di definirne il contorno.

Dormirelax Opinioni e Recensioni: Perchè Funziona Davvero per Smettere di Russare

Il russamento è un problema molto diffuso, che colpisce il 57% degli uomini ed il 40% delle donne. Questo disagio si verifica a causa di alcune condizioni fisiche che difficilmente possono trovare una soluzione che non sia chirurgica, ma che in alcune circostanze risulta efficace solamente in un primo periodo. Oltre al disturbo fisico, l’atto di russare provoca anche difficoltà a dormire, che si ripercuote su stati di nervosismo e stress.

Inoltre, per coloro che condividono il letto con il/la proprio partner, iniziano a verificarsi situazioni di malcontento, in quanto risulta difficile dormire serenamente per entrambi. Per risolvere questo problema è stato formulato DormiRelax, un dispositivo composto con materiali di elevata qualità e che ti consente di trovare una valida soluzione a questo inconveniente.

Sesta Malattia: Cos’è, Come si Manifesta e Sintomi, Cause, Diagnosi e Rimedi

La sesta malattia è conosciuta anche con il nome di roseola o roseola infantum. Tuttavia, vengono utilizzate anche le terminologie di esantema critico, esantema subitum, o febbre dei tre giorni per riferirsi a questo tipo di malattia infettiva. Attualmente, l’appellativo sesta malattia è riconducibile all’assenza, in passato, dei vaccini e per questo la tendenza era quella di numerare le malattie contratte dai bambini nel primo periodo di vita. 

Al di là del nome con cui viene identificata, la sesta malattia è una malattia contagiosa tipicamente infantile, in quanto colpisce soprattutto i bambini tra i sei mesi e i due anni di età. Pur trattandosi di una malattia che, nella maggior parte dei casi, si manifesta con dei puntini rossi antiestetici e fastidiosi, in linea di massima non determina complicazioni gravose. 
Si tratta di una malattia appartenente alla stessa famiglia degli herpes, e quindi associabile alla varicella e al più comune herpes labiale. Per questa ragione, esattamente come per la varicella, la trasmissione della malattia avviene attraverso bocca e naso.

Fuoco di Sant’Antonio: Cos’è, Come si Presenta, Cause, Sintomi e Rimedi

Il fuoco di Sant’Antonio è una condizione caratterizzate da un’intensa infiammazione della pelle, come ad esempio l’erisipela o l’ergotismo. L’erisipela è un tipo di infezione da streptococco, di colore rosso vivo; mentre l’ergotismo consiste in una sensazione di bruciore intensamente dolorosa negli arti e nelle altre estremità del corpo, causata dalle ergotamine di un fungo (Claviceps purpurea) che possono contaminare segale e grano.

Il fungo produce le ergotamine, che stringono i vasi sanguigni e fanno contrarre i muscoli dell’utero. In dosi eccessive, le ergotamine sono altamente tossiche e causano sintomi quali allucinazioni, gravi disturbi gastrointestinali e cancrena secca. L’avvelenamento da ergot cronico (ergotismo) fu diffuso durante il Medioevo a causa del consumo di segale contaminata. L‘incidenza del fuoco di Sant’Antonio aumentò notevolmente per ragioni sconosciute alla fine degli anni ’80. 

Foltina Plus Recensioni, Opinioni e Prezzo, Funziona ed Effiacia

Foltina Plus è una lozione spray 100% naturale che aiuta il tuo cuoio capelluto a ritrovare equilibrio e salubrità. Il problema dell’alopecia infatti, è un disagio che colpisce più del 40% degli uomini, specialmente in Italia, che è stata classificata il primo paese per la presenza di uomini calvi. Oltre ad essere un disturbo a livello fisico, la calvizie diventa soprattutto un disagio a livello psicologico, specialmente quando si presenta a ragazzi di giovane età. Proprio per questo motivo è stata formulata Foltina Plus, di cui parleremo in modo specifico in questa guida.

Rhino Correct Correttore Nasale: Come Funziona, Prezzo e Dove Acquistarlo

Il naso è probabilmente la parte del corpo che la maggioranza di noi vorrebbe più cambiare, non a caso la rinoplastica al naso è uno degli interventi chirurgici di bellezza estetica più richiesti sia da uomini che da donne. Tuttavia, non tutti hanno le possibilità economiche o la volontà di affidarsi nelle mani di un chirurgo e farsi fare un intervento per risolvere un inestetismo del viso.

Questo non vuol dire che bisogna rinunciare a migliorare il proprio naso, ma significa che bisogna intraprendere delle strade diverse per poterlo correggere. Una di queste strade è quella di utilizzare Rhino Correct, un tutore medico che agisce direttamente sulle ossa e le cartilagini del naso per modellarne la forma e donargli così un aspetto più sinuoso e elegante. Rhino Correct non è, quindi, assolutamente invasivo e non provoca nessun tipo di eventuali altri scompensi fisici, ma è completamente privo di effetti collaterali. Con questo eccezionale tutore in silicone si potrà con tempo dare la forma desiderata al nostro naso e i suoi risultati sono visibili anche fin dai primi mesi di utilizzo costante.

Dermatite atopica

La dermatite atopica è, tra le malattie della pelle, la più frequente nei bambini: circa il 3% dei bambini in età scolare soffre di dermatite atopica. Con questa Guida si vogliono fornire indicazioni ai genitori di bambini con dermatite atopica per gestire nel modo corretto la malattia. In particolare si vuole rispondere ai seguenti quesiti:

1. Come si riconosce la dermatite atopica?
2. Quali sono le cause della dermatite atopica?
3. Come si cura la dermatite atopica?
4. Si può prevenire la dermatite atopica?
 

Come si riconosce la dermatite atopica?

La dermatite atopica si manifesta con macchie rosse irritate che prudono in alcune aree del corpo. Nei bambini più piccoli compaiono spesso piccole vesciche mentre nel bambino più grande e nell’adulto si possono formare delle croste e squame di pelle secca.
In genere queste lesioni si presentano per una o due settimane per poi, se trattate, sparire e ripresentarsi successivamente. Nella maggior parte dei casi la dermatite atopica si manifesta entro il primo anno di vita e in genere si risolve entro l’adolescenza.

Astenia da cancro

Questa sensazione, definita come astenia da cancro ma più spesso indicata con il termine inglese fatigue, è una condizione che può avere conseguenze invalidanti tanto da essere considerata una malattia nella malattia.
Nonostante sia un disturbo estremamente diffuso spesso le persone che ne soffrono non ne parlano con il medico perché pensano che sia una conseguenza inevitabile delle terapie conto il cancro che stanno facendo.
Con questa Guida si vuole spiegare che cosa sia la fatigue, quali sono i rimedi per superarla e si vuole incoraggiare il malato ad affrontare il problema con il medico, così da trovare una soluzione. In particolare si vuole rispondere ai seguenti quesiti:

1. Che cos’è la fatigue?
2. Quali sono le cause?
3. Quali sono gli interventi farmacologici?
4. Quali sono gli interventi non farmacologici?
 

Che cos’è la fatigue?

La fatigue è una sensazione soggettiva di stanchezza persistente o spossatezza tipica del malato di tumore. La persona si sente stanca non solo fisicamente ma anche mentalmente ed emotivamente. Tale sensazione non è proporzionale alla attività svolta e spesso non è alleviata dal sonno o dal riposo come avviene per altre forme di affaticamento. E’ una sindrome che può essere considerata una malattia nella malattia e si può presentare in due forme:
– acuta, quando con un periodo di adeguato riposo si riescono a recuperare le energie;
– cronica quando non si riescono a recuperare le energie neppure dopo un periodo di riposo.

Assistenza del paziente in emodialisi

L’emodialisi è il trattamento più frequentemente usato nei casi di insufficienza renale grave. Dagli anni ’60, anni nei quali venivano praticate le prime emodialisi, sono stati fatti passi avanti con notevoli progressi in termini di aspettativa di vita, riduzione degli effetti negativi e qualità della vita del malato. Nonostante i progressi fatti, l’emodialisi rimane ancora oggi una terapia che sottopone a grande stress fisico ed emotivo sia la persona sia i suoi familiari; con questa Guida si vuole spiegare che cos’è l’emodialisi, come aiutare il malato a comprendere l’importanza di questa terapia, come accettarla e come conviverci nel modo migliore. In particolare si risponderà ai seguenti quesiti:

1. Quando si deve ricorrere all’emodialisi?
2. In che cosa consiste l’emodialisi?
3. Come va modificato lo stile di vita di una persona in emodialisi?
4. Quali sono gli accorgimenti dietetici da seguire durante l’emodialisi?
 

Quando si deve ricorrere all’emodialisi?

L’emodialisi è il trattamento di scelta per le persone con un’insufficienza renale cronica in stadio terminale cioè per quei malati nei quali il rene, organo che filtra e depura il sangue formando le urine, non riesce più a svolgere le sue funzioni. La ridotta capacità dei reni di filtrare il sangue è classificata in cinque stadi, che vanno da 1 a 5. lo stadio 5 è quello terminale cioè quello in cui i reni hanno perso quasi totalmente la loro funzione ed è pertanto necessario un trattamento che sostituisca la loro funzione: la dialisi o il trapianto.
L’emodialisi è un trattamento salvavita che offre buone prospettive di sopravvivenza.

E’ VERO CHE L’EMODIALISI TROVA INDICAZIONE ANCHE NEI CASI DI INTOSSICAZIONE ACUTA?VERO. L’emodialisi trova anche indicazione come terapia depurativa nelle forme di intossicazione acuta, allo scopo di rimuovere dal sangue le sostanze tossiche circolanti facilitando così la detossificazione e nei casi di interruzione temporanea della funzionalità renale a seguito di gravi eventi traumatici che coinvolgono numerosi organi.E’ VERO CHE LA DIALISI UNA VOLTA INIZIATA NELLE FORME CRONICHE PUÒ ESSERE ANCHE INTERROTTA PER ALCUNI MESI?FALSO. La dialisi è un trattamento salvavita, la sua interruzione può comportare la morte, quindi se necessaria va iniziata e non va sospesa.
La persona in dialisi potrebbe tuttavia andare incontro a crisi depressive che la portano a richiedere l’interruzione della terapia. In questi casi è bene convincere il malato a parlare con i sanitari (medici e infermieri), in particolare con uno psicoterapeuta che lo aiuti a continuare la terapia.
In casi particolari potrebbe però essere necessario interrompere la terapia:
– per problemi tecnici per esempio quando non è possibile confezionare una fistola arterovenosa (vedi In che cosa consiste l’emodialisi) nè posizionare un catetere venoso centrale;
– oppure per un peggioramento generale delle condizioni di salute, per esempio in caso di tumore, nelle fasi terminali di malattia.
La decisione di sospendere la dialisi va discussa e condivisa con l’èquipe nefrologica.

Asma nel bambino

In Italia si stima che un bambino su 10 soffra di asma e che circa il 30% dei bambini in età prescolare abbia talora un respiro sibilante. Con questa guida si vogliono fornire ai genitori indicazioni su che cosa occorre fare quando il proprio bambino ha un attacco acuto e quali accortezze occorre avere nella quotidianità. In particolare si cercherà di rispondere ai seguenti quesiti:

1. Che cos’è l’asma?
2. Quali sono i sintomi che possono far sospettare l’asma?
3. Quali sono le cause dell’asma?
4. Quali farmaci vanno somministrati per l’asma nel bambino?
5. Come ci si deve comportare in caso di crisi d’asma?
 

Che cos’è l’asma?

L’asma bronchiale è una malattia dei polmoni, e in particolare dei bronchi, che provoca difficoltà a respirare. I bronchi del bambino asmatico sono più infiammati e più irritabili, a contatto con alcuni stimoli possono quindi reagire in modo eccessivo, restringendosi. Durante l’attacco asmatico i muscoli dei bronchi si contraggono, la parete bronchiale si infiamma, diventa più spessa e si accumula muco; questo impedisce all’aria di passare o la fa passare con maggior difficoltà, per cui si avvertono difficoltà di respiro, mancanza d’aria e senso di pesantezza al petto.