Botulismo: ancora se ne muore

Di botulismo ancora si muore. Ecco quali accortezze seguire 

Poco meno di un mese fa l’ultimo decesso dovuto al botulismo si è registrato a Fiumicino. Il botulismo è una situazione di intossicazione grave dell’organismo, causata da una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum, normalmente rintracciabile nel suolo, in grado di vivere in assenza di ossigeno e capace di produrre spore che possono resistere all’ambiente esterno indipendentemente dalle condizioni climatiche e anche per lunghi periodi. Vivendo nel terreno, i prodotti vegetali possono entrare in contatto con questo batterio e, se non opportunamente lavati e trattati, possono portare con sé le sue spore nel barattolo.

Quali sintomi si devono tenere sotto controllo?

Il botulismo alimentare può colpire individui di ogni età. Non è trasmissibile da persona a persona, si contrae solo a seguito di ingestione di alimenti infetti. I sintomi solitamente si manifestano molto rapidamente, da poche ore a pochi giorni dall’ingestione della tossina (6 ore – 15 giorni): mediamente, il periodo di comparsa dei sintomi è compreso tra le 12 e le 36 ore.

Chi ingerisce la tossina presenta tutti i sintomi tipici di una paralisi neurale: annebbiamento e sdoppiamento della vista, rallentamento e difficoltà di espressione, fatica nell’ingerire, secchezza della bocca, debolezza muscolare che dalla parte superiore del corpo, spalle e braccia, passa agli arti inferiori, con paralisi successiva. Nei casi più severi, la paralisi dei muscoli coinvolti nella respirazione necessita che venga instaurata una respirazione assistita (ventilazione meccanica).

Se si avvertono questi sintomi, e si è in concomitanza dell’ingestione di cibi conservati, è indicato avvertire subito un medico o recarsi al pronto soccorso: è bene dettagliare su cosa si è consumato nelle ore precedenti e, se possibile, portare con sé i resti dell’alimento sospetto.

Qual è la cura?

Il trattamento è possibile solo con la somministrazione di un’antitossina nelle prime ore dalla comparsa dei sintomi: il recupero avviene però molto lentamente, come vi spiegheranno in ospedale.

Cosa è bene evitare?

Il botulismo si contrae a seguito dell’ingestione di alimenti contaminati. Si deve quindi evitare il consumo di tutti quegli alimenti che:

  • presentino alterazioni  del contenitore, come rigonfiamenti, fori o altro
  • presentino all’apertura del barattolo odori anomali.  Occorre verificare molto bene, prima del consumo di cibi inscatolati o conservati, soprattutto se di produzione casalinga: sono stati rintracciati batteri o spore in mais in scatola, peperoni, fagiolini, melanzane, barbabietole, funghi, spinaci, olive, tonno, paté, affettati sotto vuoto, pesce conservato e mascarpone. Il principale veicolo della tossina botulinica è rappresentato proprio da verdure in scatola e conservate, seguito dalle conserve di pesce. I prodotti caseari, le conserve di carne e il pollame costituiscono invece un veicolo minore, anche se non sono del tutto esenti da rischi (http://www.epicentro.iss.it/problemi/botulismo/botulismo.asp, 2013)

In generale si può indicare che tutti i cibi conservati senza precedente cottura e che non siano sufficientemente acidi (pH sopra il 4,6) possono rappresentare un ambiente adatto alla crescita del botulino

Cosa è bene fare? 

A casa, se si preparano alimenti da conservare, è bene fare bene attenzione alle più elementari norme igieniche: lavare bene le verdure, gli utensili, i piani di lavoro, i contenitori, così da scongiurare l’eventuale presenza del batterio e/o delle spore. La tossina botulinica viene distrutta ad alte temperature: la sterilizzazione dei cibi in vasetto e in scatola, tramite bollitura per almeno 10 minuti, ne garantisce l’eliminazione. L’acidità, che si ottiene con l’aggiunta di aceto e sale, contribuisce a controllare lo sviluppo del batterio.

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