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INFERMIERI PER LA SALUTE / Chi è l'Infermiere

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«Sto cercando un infermiere. Mi hanno contattato due persone: come faccio a sapere se davvero sono professionisti o se invece lo dichiarano senza esserlo?»

È la tipica domanda di un comune cittadino che si trova nella necessità di ricorrere a un’assistenza infermieristica di qualità e livello professionali “certificati”.
Ed è proprio a questa domanda che intende rispondere il servizio che la Federazione Ipasvi mette a disposizione dei cittadini.

Inserendo nome e cognome negli appositi spazi, infatti, sarà possibile sapere se è davvero iscritto al Collegio professionale oppure no.

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Il database nazionale da cui questo servizio attinge le informazioni, è costruito utilizzando gli elenchi degli iscritti forniti dai 103 Collegi provinciali degli infermieri (Collegi IPASVI).
L'iscrizione all'Albo di un infermiere può sempre essere attestato dal Collegio Ipasvi della tua Provincia.


Chi è l'Infermiere

E’ il professionista sanitario che opera nell'ambito della prevenzione (informando, educando e sostenendo il cittadino, la famiglia e a e la comunità verso corretti stili di vita e il rispetto dell’ambiente di vita), della cura (con interventi relativi alla diagnosi, cura e riabilitazione), dell'assistenza (individuando e gestendo i bisogni di assistenza della persona e della famiglia) e della riabilitazione (promuovendo e sostenendo il recupero e il mantenimento della maggiore autonomia possibile, in particolare nelle malattie croniche, ed educando il singolo e le sue persone di riferimento all'autocura e ad adeguati stili di vita).

Gli infermieri, quindi, svolgono attività a carattere preventivo, curativo, riabilitativo e palliativo, che li pongono particolarmente vicini alla persona lungo tutte le fasi della sua vita, dalla nascita all'accompagnamento alla morte.

Ai nostri giorni, l'aumento delle persone anziane e delle malattie croniche richiede una presenza sempre più rilevante degli infermieri, non solo negli ospedali e nelle strutture territoriali, ma anche e soprattutto nelle case degli assistiti.

Le competenze che sono necessarie agli infermieri per soddisfare con una professionalità adeguata tutte queste necessità dei cittadini singoli e della collettività richiede una formazione continua e costante nel tempo. L’infermiere è anche impegnato in prima persona in percorsi di ricerca e formazione per approfondire ed innovare il proprio patrimonio professionale.

L’assistenza infermieristica quindi non è solo "fare prelievi, distribuire pastiglie e sciroppi, applicare e togliere cerotti o fare punture". Questa immagine convenzionale dell’infermiere si è arricchita di competenze scientifiche, relazionali e tecniche evolute, rendendolo uno dei professionisti più impegnati nella rete dei servizi alla persona e alla collettività.

L'esercizio professionale di ogni infermiere è regolamentato dal Codice deontologico, che contiene principi e impegni etici che guidano e orientano i suoi comportamenti professionali.

(http://www.ipasvi.it/norme-e-codici/deontologia/il-codice-deontologico.htm)

Dove lavora un infermiere?

L’infermiere lavora in tutte le strutture di pubbliche o private territoriali (distretti sanitari, ambulatori specialistici, RSA) o di ricovero (ospedali, hospice), come pure a domicilio. È anche presente nelle Industrie, nei centri vacanza, nelle navi da crociera, oltre che nei ministeri, nelle scuole ed in altri enti o istituzioni. Può esercitare come dipendente o come libero professionista, sia individualmente o in associazione con colleghi o altri professionisti.

Come si diventa infermiere?

Per diventare infermieri è necessario conseguire la laurea di primo livello in Infermieristica o in Infermieristica pediatrica. I corsi di laurea sono a numero chiuso e vi si accede con una selezione.

Il titolo accademico di dottore in infermieristica - o infermieristica pediatrica - e l'iscrizione al relativo Albo professionale permette di svolgere l'attività professionale.

Dopo l'acquisizione della laurea di primo livello (triennale) ogni infermiere può proseguire gli studi che prevedono:

  • Laurea magistrale in Scienze infermieristiche (a numero chiuso) a percorso biennale;

  • Master (di 1' livello dopo la laurea triennale oppure di 2' livello dopo la laurea quinquennale) di tipo clinico, gestionale o di formazione e ricerca, a percorso generalmente annuale;

  • Dottorato di ricerca, ovvero un percorso di formazione universitaria triennale successivo alla Laurea quinquennale, che mira a fornire ai professionisti competenze avanzate per esercitare attività di ricerca e di alta qualificazione presso Università, enti pubblici e soggetti privati. E’ finalizzato all’approfondimento dello studio della disciplina e dalla ricerca applicata alle Scienze infermieristiche.

Cliccando su http://www.ipasvi.it/universita/sedi-universitarie.htm si possono trovare indicate le sedi dei Corsi di laurea in Infermieristica presenti in ciascuna Regione attivate per l’anno accademico 2013/2014

 

Applicando le notevoli conoscenze che possiedono – e  quindi il cervello e non solo il cuore – gli infermieri proteggono i pazienti dai rischi e dalle complicanze della disabilità e dell’infermità, come pure partecipano al controllo delle complicanze derivanti dalla malattia.
Gli infermieri proteggono i pazienti dai rischi che subentrano quando la malattia e la fragilità rendono difficile, impossibile o persino letale svolgere le attività di vita
quotidiana, svolgere anche atti ordinari come respirare, girarsi, andare in bagno senza aiuto, tossire, deglutire.
In questi processi gli infermieri si assicurano che i pazienti sopravvivano non solo dal punto di vista fisico, ma anche emotivo, aiutando anche i familiari a far fronte alle malattie dei loro cari, sostenendoli durante il processo di guarigione, di adattamento o anche accompagnando i loro cari alla morte.
Gli infermieri educano i pazienti alla gestione sicura del proprio regime terapeutico, all’adattamento alla malattia e all’infermità, alla guarigione. Gli infermieri aiutano a vivere in una dimensione che una malattia o un trauma possono avere permanentemente alterato”(...)

“Gli infermieri devono dire al pubblico che conoscono la tecnologia tanto quanto le emozioni, che conoscono i farmaci e i trattamenti farmacologici e che questi non sono efficaci se non controllano e gestiscono i pazienti che li ricevono nel modo richiesto. Gli infermieri devono spiegare alla gente che i medici, senza gli infermieri, non possono far guarire i pazienti: gli infermieri assicurano con la loro presenza e collaborazione il monitoraggio, la gestione, la valutazione di sintomi e bisogni, guidando l’assistito lungo l’itinerario della cura.”

(Saluto agli Infermieri Italiani - Susan Gordon, giornalista, 2010)

 

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